Partendo dallo studio degli Statuti narnesi, fonte primaria di conoscenza di usi, costumi e legislazioni, si è evidenziata l'importanza dell'acqua, oltre all'ovvio significato simbolico di purificazione e di rito, nel medioevo quotidiano narnese, come in quello universale, tant'è che è divenuto articolo di legge il come debba essere riparato il canale della Formina: (Capitolo 86; Libro secondo) “…parimenti stabiliamo, che la Formina del Lacus di Narni, che ha inizio dallo stesso Lacus verso la casa o presso le case di Moriconei Lutij, presso detto Lacus, e presso il Palazzo Vescovile di Narni (…) sia riparata a partire da detto Lacus fino all'antica uscita, attraverso le case citate e fino al ponticello…”, o il come nessuno debba sporcare le fonti o i canali, (Capitolo 60; Libro terzo) “…parimenti stabiliamo, che nessuno sporchi alcuna fonte o i canali di nessuna fonte della città di Narni, né nel suo territorio e distretto, né si lavino panni, erbe, né si prenda l'acqua delle fonti della città di Narni per fare le olive, e che nessuno metta in alcuna fonte della cit-tà, né in valle Bracula, cerchi, barili o tini o tinozze. (…) E che nessuno faccia il bagno in alcuna fonte, e chi contravverrà pagherà pro banno 25 Libre cortonesi. E chi farà il bagno nelle fontane, dovrà pagare 20 soldi cortonesi…”, o tanto meno rovinare l'acquedotto (Capitolo 103; Libro terzo) “…parimenti stabiliamo, che chiunque darà o presterà impedimento all'acquedotto, chi verrà in città per devastare (…) o mettere pietre, legna o altro impedimento paghi pro banno 200 libre cortonesi o più…”. Si dovevano infine rispettare le donne presso le fonti (Capitolo 143; Libro terzo) “…parimenti stabiliamo, che nessuno dica o faccia ingiu-rie, né offenda donne che vanno alle fonti d'acqua della città di Narni, di Feronia e nel canale della Formina a prendere acqua, nell'andare, nello stare e nel ritornare; e chi contravverrà pagherà il doppio di ciò stabili-to nello Statuto per simili offese. (…) Uomini non si dovranno immischiare, né stare in mezzo a loro pres-so le suddette fonti…”
di Patrizia Nannini