Corsa all'Anello Narni 2009

News - Corsa all'Anello Narni

Questa è la nuova versione del sito web dedicato alla Corsa all'anello di Narni. Il sito web è gestito nell'ambito del progetto www.easyumbria.it . Le immagini e i testi utilizzati per realizzare questo sito sono tratti dal web e alcune sono di proprietà dell'Ente corsa all'anello , alcune foto invece sono state realizzate da Erik Pettinari.

Erik Pettinari ed EasyUmbria seguiranno l'evento e pubblicheranno foto e news su questo sito web.

E' online su Facebook il gruppo Narni - Corsa all'Anello Fan Club contenente anche una interessante gallery fotografica

Corsa all'Anello Narni - La storia

Storia della Corsa all'anello

" De Anulo argenteo currendo "

Così, il Libro Primo, al Capitolo V, degli “Statutae Illustrissimae Civitatis Narniae”, del 1371, defini-sce la celebrazione massima della festività in onore del santo Giovenale, Primo Vescovo e Patrono della cit-tà. Nessuna festa a Narni superava questa, collocata tradizionalmente al 3 Maggio, per fasto e durata, ne allora e ne oggi. Nel 1371, data di revisione degli Statuti cittadini, la Corsa all'Anello era riservata ai giovani cavalieri narnesi che possedevano un cavallo, che dovevano scagliarsi con la propria asta o bordone, par-tendo dall'angolo della non più esistente chiesa di S. Salvato, ad infilare un anello del valore di 100 soldi cortonesi tenuto sospeso da due funi all'altezza del Palazzo Comunale. L'ordine di partenza era dato dalle norme statutarie secondo l'appartenenza alle brigate militari dei terzieri in cui era divisa la città: Mezule, la parte di mezzo, Fraporta, la parte alta compresa fra le due porte, e S. Maria, la parte bassa, nobiliare, che deve il nome alla allora cattedrale d'inverno S. Maria Maggiore (oggi S. Domenico, sconsacrata, sede della biblioteca comunale). Oggi la Corsa, si corre allo stadio S. Girolamo la seconda domenica di maggio, con norme ben diverse da quelle antiche, riproposte comunque integralmente nella Corsa Storica, che si svolge, proprio come allora, nel giorno consacrato al santo patrono, cioè il 3 maggio. Al “campo de li giochi”, come viene comunemente denominato lo stadio in occasione della Corsa, si affrontano annualmente i tre Terzieri che continuano a dividere la città con la sola differenza che, per errore, Mezule e Fraporta risultano con invertiti i propri confini territoriali, mandando in campo tre cavalieri l'uno a difendere i propri colori: bian-co nero per Mezule, rosso blu per Fraporta e arancio viola per S. Maria. L'ordine di gara viene stabilito mediante sorteggio. I cavalieri si scontrano, partendo dal centro verso direzioni opposte in un percorso el-littico, in un duello diretto cercando di infilare un anello posto a metà del rettilineo, su entrambi i lati, compiendo per tre volte mezzo giro del campo.

Ma al terzo giro, il congegno che sostiene l'anello, non ap-pena questo viene infilato dal cavaliere in corsa, fa automaticamente cadere l'anello dal congegno opposto, lasciando così il meno veloce senza la possibilità di centrare l'obiettivo, in una gara di velocità e precisione altamente entusiasmante.

La Corsa all'Anello è indubbiamente l'apice dei festeggiamenti, soprattutto per i contradaioli, ma cer-tamente non l'unico evento, insieme alla Corsa Storica, di una festa che comincia l'ultimo fine settimana di aprile e termina con la seconda domenica di maggio.

Il tempo della festa si apre con la lettura del “Banno”, l'invito cioè che i banditori facevano ai giovani cursori narnesi, percorrendo a cavallo le vie della città proclamando a gran voce: “Madonne, cavalieri et lo populo tucto, accorrete a lo terzo iorno de majo, pe' lo levar de lo sole, a li riti et a li iochi in onore de lo santo patrono Iovenale…”, per poi proseguire con una serie di eventi dislocati nelle varie giornate…

Le Giornate Medievali, diverse per ogni Terziere e in giorni diversi, in cui la città si anima dei perso-naggi che vissero veramente nel Trecento, con allestimenti e ricostruzioni, percorsi e spettacoli che, forti di approfondita ricerca storica, costituiscono una autentica full immersion nel passato; l'Offerta dei ceri, lu-minaria delle Autorità Comunali e Pontificie, degli Anteposti delle Arti e dei rappresentanti dei Castelli, che da vita al solenne cerimoniale di un tempo in cui città laica e religiosa diventano un tutt'uno; le investi-ture dei cavalieri, anch'esse una per terziere ed in giorni diversi, ed anch'esse a metà tra sacro e civile in cui i cavalieri divengono espressione di un intero Terziere; ed infine il grande Corteo Storico, il sabato prima della Corsa, in cui oltre seicento costumanti, ripartiti tra Terzieri ed Autorità Comunali, personaggi rico-struiti in seguito ad un immenso lavoro di ricerca, sfilano per le vie della città illuminate da fiaccole ed ad-dobbate da bandiere e stendardi, riportando l'intera civitade allo splendore ed ai fasti del lontano 1371, quando al suono di chiarine e tamburini, le autorità e le rappresentanze militari, le corporazioni delle Arti e le nobili casate, ostentavano prepotentemente l'orgoglio di essere narnesi.

Orgoglio manifesto anche da strade, piazze e monumenti, o, in una parola, dalla Storia. Quella Storia che in Maggio sembra prendere nuova vita, nuovo vigore, e che fa nascere Minima Medievalia, il segno e-vidente di come la Corsa all'Anello si distingua nel panorama delle Feste Storiche Nazionali come una delle manifestazioni che più di altre ha ricercato collegamenti con la propria tradizione storica. Minima Medievalia si propone come festival di cultura medievale, approfondendo ogni anno, oltre alle società e l'arte, i temi più intriganti del periodo, addentrandosi in argomenti legati anche alla cultura materiale come il costume, le donne, la cucina, la musica, proponendo un medioevo spesso diverso da quello che i testi ri-portano, da vivere attraverso convegni, mostre, spettacoli, concerti, allestimenti teatrali e ambientali. An-che il tema di quest'anno, “Fons Sancti Salvati – 700 anni della Fontana di Piazza dei Priori – L'acqua nella città medievale tra quotidiano e leggendario”, ne è la dimostrazione.

Partendo dallo studio degli Statuti narnesi, fonte primaria di conoscenza di usi, costumi e legislazioni, si è evidenziata l'importanza dell'acqua, oltre all'ovvio significato simbolico di purificazione e di rito, nel medioevo quotidiano narnese, come in quello universale, tant'è che è divenuto articolo di legge il come debba essere riparato il canale della Formina: (Capitolo 86; Libro secondo) “…parimenti stabiliamo, che la Formina del Lacus di Narni, che ha inizio dallo stesso Lacus verso la casa o presso le case di Moriconei Lutij, presso detto Lacus, e presso il Palazzo Vescovile di Narni (…) sia riparata a partire da detto Lacus fino all'antica uscita, attraverso le case citate e fino al ponticello…”, o il come nessuno debba sporcare le fonti o i canali, (Capitolo 60; Libro terzo) “…parimenti stabiliamo, che nessuno sporchi alcuna fonte o i canali di nessuna fonte della città di Narni, né nel suo territorio e distretto, né si lavino panni, erbe, né si prenda l'acqua delle fonti della città di Narni per fare le olive, e che nessuno metta in alcuna fonte della cit-tà, né in valle Bracula, cerchi, barili o tini o tinozze. (…) E che nessuno faccia il bagno in alcuna fonte, e chi contravverrà pagherà pro banno 25 Libre cortonesi. E chi farà il bagno nelle fontane, dovrà pagare 20 soldi cortonesi…”, o tanto meno rovinare l'acquedotto (Capitolo 103; Libro terzo) “…parimenti stabiliamo, che chiunque darà o presterà impedimento all'acquedotto, chi verrà in città per devastare (…) o mettere pietre, legna o altro impedimento paghi pro banno 200 libre cortonesi o più…”. Si dovevano infine rispettare le donne presso le fonti (Capitolo 143; Libro terzo) “…parimenti stabiliamo, che nessuno dica o faccia ingiu-rie, né offenda donne che vanno alle fonti d'acqua della città di Narni, di Feronia e nel canale della Formina a prendere acqua, nell'andare, nello stare e nel ritornare; e chi contravverrà pagherà il doppio di ciò stabili-to nello Statuto per simili offese. (…) Uomini non si dovranno immischiare, né stare in mezzo a loro pres-so le suddette fonti…”

di Patrizia Nannini

I Terzieri

FRAPORTA
Marchio registrato dall'ENTE CORSA ALL'ANELLO
Pianta Fraporta
SANTA MARIA
Marchio registrato dall'ENTE CORSA ALL'ANELLO
Pianta Santa Maria

E' il Terziere della parte alta della città, cioè l'abitato intorno alle chiese di S. Margherita e dei SS. Filippo e Giacomo. I colori del suo vessillo sono il bianco e nero con una torre effigiata sulla zona bianca.

E' il Terziere della parte dell'abitato oltre l'arco del Vescovo, e si estendeva verso la parte nord est forse fino verso via Gattamelata. il suo vessillo e il suo scudo hanno i colori rosso blu con torre bianca in campo blu.

E' il Terziere della parte dell'abitato che si trova intorno alla chiesa di S. Maria Maggiore, l'antica Cattedrale della città (S. Domenico). i suoi colori sono l'arancione e il viola con effigiata la chiesa e il campanile in campo arancione.